L’esperienza della filosofia a scuola per imparare a pensare

Le esperienze del laboratorio di Philosophy for Children realizzate grazie al Progetto Movi-menti

Il progetto Movi-menti, sostenuto da Con i Bambini, di cui il Consorzio TST è capofila per la Liguria, opera all’interno delle scuole e nei servizi destinati ai minori del nostro territorio, per dare ai bambini e alle loro famiglie possibilità di apprendere “learning by doing” attraverso le STEAM (scienze, tecnologie, matematica, arte..) e lo sport.
L’obiettivo generale di Movi-Menti è, infatti, “mettere in condizione i minori, in particolare quelli in situazione di svantaggio socio-economico, di fare esperienze educative attivanti e motivanti migliorando le capacità cognitive e relazionali con annesso impatto positivo sull’esperienza scolastica e diminuzione del rischio di abbandono e devianza. Il progetto, in particolare, insiste sul:
– rafforzamento delle competenze cognitive e non cognitive dei minori.
– esperienze incentrate sull’apprendimento cooperativo e sul problem solving collaborativo (“capacità di un individuo di impegnarsi efficacemente in un processo in cui due o più soggetti tentano di risolvere un problema condividendo la comprensione e gli sforzi necessari per arrivare a una soluzione e mettendo insieme le loro conoscenze, abilità e sforzi per raggiungere quella soluzione”).
– approccio ad una comunicazione emotiva.

In tale contesto, la cooperativa Il Sentiero si Arianna, attraverso facilitatori specializzati in ambito universitario, ha inserito la Philosophy for Children (P4C), una metodologia filosofica che affiora le sue radici negli anni ‘70 attraverso la figura del filosofo Matthew Lipman professore interessato alle problematiche pedagogiche e fondatore dell’Institute for the Advancement of Philosophy for Children. Tale pratica ha avuto ampio seguito e diffusione dapprima negli Stati Uniti e successivamente a livello internazionale. La Philosophy for Children è un progetto educativo che valorizza il dialogo trasformando il gruppo in una vera e propria “comunità di ricerca” affrontando questioni di natura filosofica attraverso una didattica fondata sulla discussione e sulla valorizzazione della soggettività, nonché della ricerca ed esperienza. L’obiettivo è costruire un percorso di ricerca comune attraverso il confronto dialogico, processi euristico-riflessivi emersi dinanzi a quesiti e problemi individuati. L’attività si avvale di un “facilitatore”, figura che ha il ruolo di facilitare in maniera neutra la sessione, favorendo la discussione, rilanciando in caso di stallo della stessa, stimolando attraverso domande o esercizi, interventi di chiarificazione, senza mai orientare il gruppo verso una direzione specifica o premeditata.

Obiettivi:
Educazione all’ascolto, al pensiero, prassi democratica, favorire la ricerc-azione, maggior apporto nei processi logico-argomentativi, sul pensiero critico e riflessivi , apporti nella sfera affettivo-emotiva e relazionale, favorire autostima e un dialogo costruttivo, ampliare le competenze di analisi e lettura, logiche e del pensiero creativo.

“Ma quando mai c’è capitato di pensare al pensiero? […] Se noi pensiamo all’elettricità, possiamo capirla meglio,
e allora, se pensiamo al pensiero, potremmo capire meglio noi stessi”.
Matthew Lipman, Il prisma dei perché, p. 1

L’esperienza della P4C nella scuola Secondaria di Primo grado di Santa Margherita Ligure (Buona pratica)
Dal 2019, grazie al progetto Movi-menti, sono stati avviati laboratori di P4C negli Istituti Comprensivi di Santa Margherita Ligure, di Cicagna e nei servizi educativi del Comune di Sestri Levante.
Nell’ultimo anno scolastico gli incontri di P4C sono stati rivolti a classi per un totale di cinque incontri, ma non mancano esperienze più lunghe volte proprio a innescare una comunità di pensiero più stabile.
Il primo incontro dei cinque previsti si è incentrato inizialmente sulla presentazione del laboratorio, sull’osservazione e relativa conoscenza degli studenti e delle studentesse suddivisi in due gruppi. Nel primo appuntamento si è visionato un cortometraggio dal titolo “Weeds” utilizzato come pre-testo per attivare riflessioni intorno a temi quali: motivazione, coraggio, determinazione, in connessione all’argomento Agenda 2030 e i relativi obiettivi da raggiungere
entro tale anno. Il primo incontro ha evidenziato da subito vivacità da parte di alcuni ragazzi all’apparenza poco interessati e difficoltà nell’ascolto reciproco. Per sopperire ad un primo impatto dinanzi ad un nuovo laboratorio in
cui i membri si pongono come protagonisti e porta voci dei loro stessi pensieri condivisi insieme ai presenti, si è optato per un lavoro iniziale suddividendo gli stessi in micro gruppi a cui è stato chiesto di pensare a delle domande emerse a seguito della visione del video. Le domande sono state utilizzate, in un successivo momento, per attivare un percorso di ricerca condivisa da tutti. Attraverso un lavoro di gruppo i ragazzi hanno elaborato i loro primi quesiti, prendendo
confidenza con un nuovo modo di fare ricerca. Nonostante alcune difficoltà legate a distrazioni, i dubbi e le considerazioni condivise dai micro gruppi nell’ “agenda di discussione” e trascritte sulla lavagna hanno mostrato l’emergere di un primo approccio verso un dibattito che ha evidenziato una certa propensione verso tematiche profonde da parte dei ragazzi.

Nel secondo e nel terzo incontro si è utilizzato un brano “pre-testo”, attraverso la modalità di lettura condivisa, tratto dal libro “Mark” di Matthew Lipman (testo appositamente utilizzato nelle sessioni di Philosophy for Children all’interno delle classi di scuola secondaria). Le pagine condivise narrano una scena di vita quotidiana vissuta all’interno del contesto scolastico da un pre-adolescente. Per favorire maggior coinvolgimento è stata mantenuta la divisione in micro gruppi ed è stato chiesto ai ragazzi di scegliere due nomi, uno per ciascun micro gruppo.

Nel quarto incontro il laboratorio si è sviluppato incentrandosi sugli aspetti emersi negli incontri precedenti. E’ stato chiesto ad ogni partecipante di analizzare il proprio nome trovando caratteristiche che lo potessero descrivere al meglio (un aggettivo per ogni lettera del proprio nome), prendendo in considerazione anche qualità che si apprezzano. In caso di difficoltà nel trovare qualità con una specifica lettera era possibile chiedere il supporto dei compagni che
avrebbero donato alcuni suggerimenti. Il richiedente avrebbe poi riflettuto se tale tratto lo rappresentasse oppure no. Successivamente è stato chiesto agli studenti di condividere liberamente, senza alcun obbligo, le proprie caratteristiche. Inoltre è stato visionato in entrambi i gruppi un cortometraggio presentato dalla nota attrice Emma Watson relativo ad alcune figure nei vari Paesi del mondo che hanno apportato contributi relativi agli obiettivi dell’agenda 2030 partendo da alcune loro personali caratteristiche e motivazioni scaturite dal contesto di crescita.

Nel quinto ed ultimo incontro gli studenti si sono presentati, come da accordi, con gli appunti circa le loro caratteristiche ed è stato chiesto quali e, in che modo, le qualità analizzate avrebbero potuto essere utili nel raggiungimento degli obiettivi. Da tale riflessione e da una frase di Nelson Mandela trascritta sulla lavagna (“Sembra sempre impossibile finché non viene fatto”) è scaturito da entrambi i gruppi un percorso dialogico circa l’aspetto semantico della parola “obiettivo” che ha dato vita a profonde riflessioni da parte degli studenti.

L’esperienza può essere considerata attraverso un bilancio finale positivo nel quale la classe ha potuto sperimentare un nuovo modo di stare insieme, in maniera serena e democratica. Alla fine degli incontri è stato chiesto agli studenti di lasciare un proprio feedback attraverso una valutazione su aspetti emotivo-relazionali e cognitivi. I parametri di livello (molto, abbastanza, poco, per niente) sono stati scelti da alcuni membri dei gruppi.

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