Assemblea nazionale di Confcooperative Federsolidarietà

Martedì 5 giugno 2018 si è tenuta a Roma l’assemblea nazionale di Confcooperative Federsolidarietà.

“Le leggi cambiano, ma le cose giuste restano uguali. Ognuno ha il diritto di fare quello ch’è giusto.”
J. E. Steinbeck

Simona Rizzi e Lucia Merione presidente e consigliere de Il Sentiero di Arianna hanno partecipato in qualità di delegati, insieme ad altri colleghi liguri, all’importante momento che ha visto il passaggio di testimone tra Giuseppe Guerini e Stefano Granata alla presidenza nazionale.

L’assemblea è stata l’occasione per fare il punto e riflettere sulle  nuove sfide per la cooperazione:

  • aumentata disuguaglianza sociale,
  • sviluppo di nuove tecnologie
  • innovazione sociale
  • immigrazione.

Tutto ciò in un momento di grande cambiamento politico che richiede una forte attenzione anche alla cura delle relazioni con il nuovo governo.

Il tema della solidarietà e della speranza sono stati al centro del dibattito: di solidarietà c’è tanto bisogno in un mondo in cui «le diseguaglianze stanno crescendo in modo grandissimo nei nostri paesi e costituiranno un grande problema per la sostenibilità del welfare» ha detto Guerini nel suo intervento che ha concluso un percorso di presidenza avviato 8 anni fa.

Stefano Granata ha richiamato alla missione della cooperazione: Un mondo più giusto e più equo. È necessario che le nostre realtà, i cooperatori tornino nelle strade andando là dove le persone si incontrano per affrontare problemi concreti e reali.

Il senso delle nostre imprese sta nel dare speranza, coraggio e entusiasmo alle nostre comunità. Dobbiamo esserci, dare risposte, dare futuro. Soprattutto verso le giovani generazioni abbiamo un’enorme responsabilità e dobbiamo lavorare insieme per continuare a essere generativi, a investire sulle comunità, a costruire opportunità.  Le nostre cooperative, le nostre sedi devono divenire luoghi di incontro e confronto aperti a tutti coloro che siano interessati a migliorare la vita della propria comunità.

In un momento in cui il rischio più grande è quello di smarrire una visione di futuro noi dobbiamo  riappropriarci del linguaggio dei nostri vicini, delle persone che vivono con noi i l territorio: solo così la cooperazione adempie alla propria missione.  È necessario riappropriarsi di spazi di incontro e confronto perché questi sono elementi imprescindibili nella costruzione di una comunità e della democrazia: “Il problema non è se nelle periferie ci vanno i Casa Pound o i centri sociali: il problema è se non ci andiamo noi” ha detto Granata.

Altro tema trattato in più interventi è stato quello dei Giovani:

«Bisogna saper valorizzare i giovani nelle cooperative e fare cooperative interessanti in grado di attirare e coinvolgere i giovani».

Padre Antonio Loffredo sul Progetto di sv

iluppo del Rione Sanità a Napoli ha portato poi l’esperienza dei giovani del territorio «Utilizzando i beni storico-artist

ici che erano nel territorio, abbandonati a se stessi, siamo riusciti a rimettere in moto il quartiere. Lavoriamo molto sui beni della Chiesa, prendiamo questo patrimonio e lo mettiamo in mano ai giovani. È un altro m

odo di ottenere una rendita dai beni della Chiesa», ha raccontato. Padre Loffredo che si è poi soffermato sul fatto che i primi ad es

sere tenuti presenti per godere di questo patrimonio sono i disabili, in modo tale che anche le catacombe siano accessibili a tutti.

«Stiamo poi cercando nel territorio di fare comunità e ci sono con noi anche i commercianti. Una comunità è tale se riesce ad aprirsi ai più lontani, al più povero, a chi in questo momento ha più bisogno».

Più volte nel corso del dibattito è tornato il tema dell’immigrazione e dei rapporti con il nuovo governo.

«Speriamo che il nuovo governo non si faccia attrarre da chi ha più paura» degli immigrati e, dall’altra parte, il mondo della cooperazione  non può guardare all’immigrazione come attività di guadagno  e lucro, ha detto Luc

a Dal Pozzo, vicepresidente uscente. È necessario pensare a percorsi di ospitalità diffusa già sperimentati da alcuni territori (così come accade a Sestri Levante, ndr) attraverso i quali promuovere vera integrazione e sviluppo.

Si è parlato in ultimo anche del tema dei rapporti con il nuovo esecutivo: è stato affrontato nel suo saluto all’assemblea soprattutto

dal presidente di Confcooperative Maurizio Gardini che non si è nascosto che «con il ministro dell’Interno (Matteo Salvini, ndr) non sarà facile».

«Se la riforma sociale dovesse avvenire come qualcuno la pensa avremmo un Paese con una drastica riduzione della spesa sociale. Non penso che sia una politica possibile anche se oggi dobbiamo confrontarci con il livello della spesa pubblica e della spesa sociale», ha aggiunto Gardini.

Nella seconda parte dell’assemblea, come dicevamo, i 407 delegati in rappresentanza delle 6.245 cooperative di Federsolidarietà con i loro 225.900 soci hanno eletto all’unanimità Granata per il prossimo quadriennio, tributando anche a lui una standing ovation.

«Dobbiamo prendere questa responsabilità, che vi chiedo di condividere con me, con un senso di leggerezza: c’è troppa pressione anche nelle nostre comunità. Le nostre cooperative non devono avere paura di contaminarsi, di uscire dai nostri recinti», ha detto subito dopo l’elezione.

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